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Renzo Vespignani

Roma 19 febbraio 1924 – Roma 26 aprile 2001

 

La sua arte, profondamente radicata nella realtà e nei drammi del suo tempo, ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte italiana.

 

Ppittore, illustratore, scenografo e incisore italiano. Nato a Roma il 19 febbraio 1924. Durante l’occupazione nazista della Capitale, alla macchia come molti suoi coetanei, cominciò a disegnare, cercando di rappresentare la realtà crudele, sporca e patetica attorno a lui: il paesaggio urbano di periferia, le rovine e le macerie causate dai bombardamenti, il dramma degli emarginati e la povertà del quotidiano. Importante fu anche la sua attività di scenografo, lavorando per produzioni cinematografiche e teatrali. Come incisore, produsse più di quattrocento titoli in acquaforte, vernice molle e litografia. È scomparso a Roma nel 2001.
Nei suoi primi quadri, sembra evidente l’influsso di espressionisti come George Grosz e Otto Dix, per poi distaccarsi progressivamente, creando una sua personale linea espressiva figurativa neorealista.
Nel 1956, fondò la rivista Città Aperta, incentrata sui problemi della cultura urbana.
Nel 1961, fu fra i vincitori del Premio Spoleto.

1992

Silecen & Noise

Museum of Academy of Fine Arts, Omsk, Russia.

1998

Animality

Gallery 24, Dortmund, Germany.

2003

Solo exhibition

“Bistro Gallery”, Kerson, Ukraine

2008

External & Simple

Museo de la Ciudad, Guadalajara, México.

2016

Animality

Gallery 24, Dortmund, Germany.

Dicker’s Studio

Artwork